sabato 19 febbraio 2022

Nulla ti cancella di Michel Bussi

 Una mattina di giugno del 2010 Esteban, di dieci anni, scompare sulla spiaggia basca di Saint-Jean-de-Luz. Nessuno sa niente, nessuno ha visto niente. Dopo le infruttuose ricerche della polizia locale la dottoressa Maddi Libéri, madre di Esteban, lascia il Paese basco e va a rifarsi una vita in Normandia. Torna a Saint-Jean-de-Luz dieci anni dopo, quasi in pellegrinaggio, e sulla stessa spiaggia vede un bambino di dieci anni che è la copia identica di Esteban, indossa lo stesso costume, ha addirittura una voglia nello stesso punto della pelle in cui l’aveva Esteban. Si apposta, lo spia, riesce a scoprire che il bambino si chiama Tom e vive con la madre a Murol, un paesino dell’Alvernia, antica zona vulcanica al centro della Francia. Colpita dalla straordinaria rassomiglianza e dalle incredibili coincidenze, Maddi si trasferisce a Murol, dove apre uno studio medico e segue da vicino Tom, scoprendo presto che corre un grosso pericolo. Vuole salvarlo, ma l’interesse che mostra per un bambino non suo suscita sospetti in paese. Nel frattempo le coincidenze si moltiplicano. Tom sembra la reincarnazione di Esteban, concetto inaccettabile per la mente scientifica della dottoressa Libéri e allo stesso tempo barlume di speranza per la madre inconsolabile. La ricerca della verità di Maddi segue un percorso parallelo di scientificità e irrazionalità, e a complicare le cose contribuiscono due misteriosi omicidi.


  • Editore ‏ : ‎ 
    E/O (16 febbraio 2022)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 453 pagine

Cosa ne penso... 

Bussi per me è ormai una garanzia! Questo suo ultimo lavoro, pubblicato per Edizioni E/O, l'ho letteralmente inghiottito a sorsate per poter frenare la mia sete di sapere.

Innanzitutto viene velatamente, ma non troppo, portato in evidenza il tema della reincarnazione e delle età animiche, ciò trova in me non dico una porta ma un portone aperto. 
La sapienza e la magistralità dell'autore sta nel trattare un argomento così importante ma anche estremamente delicato all'interno di quello che è un thriller adrenalinico.

Garantisco che vi troverete in un baratro senza fondo, sulle pareti di un crepaccio appesi con poche speranze e forze e da lì in extremis l'autore vi verrà a salvare, ma solo quando ormai avrete perso le speranze.

La mia mente si è arrovellata più volte per dare un senso alle paure, alle speranze di Maddi, una donna, una mamma, un medico che ha perso tragicamente il figlioletto di dieci anni. 

Una scia di omicidi saprà tingere di rosso le strade innevate del piccolo paese di Alvernia. Legati alla sparizione di Esteban, il bimbo di Maddi? Nulla è così certo, nessuno è insospettabile. 

Le descrizioni paesaggistiche sono davvero superbe, il lago di origine vulcanico, teatro di una scena sbalorditiva, è veramente vivo dinanzi ai nostri occhi, così come le grotte di Jonas nei suoi pressi.

E' possibile che dopo dieci anni dalla terribile disgrazia, che Maddi ancora imputa a un rapimento, possa esserci un bambino uguale al suo piccolo Esteban? Persino la voglia all'inguine, persino le paure, le stesse passioni e fobie... 

I personaggi sono ben descritti, alcuni anche pittoreschi e veramente arrivo a un punto in cui mi crollano le certezze e non so più chi è chi... sono un po' criptica ma non voglio togliere ai prossimi lettori nessuna sorpresa, vi garantisco solo che ne troverete parecchie. 

Le leggende, come in ogni paese, sono all'ordine del giorno e quella della "fontana delle anime" è una di queste, molto, molto suggestiva. Basta berne un sorso quando si sta per morire e farne bere un altro sorso a chi sta per far nascere un nuovo essere umano e la reincarnazione è assicurata. Molto attraente!

Se anche voi volete conoscere la verità, vi suggerisco un viaggio, questo! Nulla di soprannaturale, un magnifico romanzo, un thriller ad alta tensione che coinvolge anche psicologicamente.
Chi ucciderà ancora? Chi eliminerà tutti quelli che si avvicinano alla verità?

"C'è da credere che il mondo si divida in due, quelli che si liberano di tutto per andare avanti e quelli che si portano alle spalle il peso della propria vita"

C'è in effetti un tema importante, troppo... Non aspettiamo che le persone non ci siano più per dare l'amore che meritano.

Sara Valentino

domenica 13 febbraio 2022

La stazione di Jacopo De Michelis

 Milano, aprile 2003. Riccardo Mezzanotte, un giovane ispettore dal passato burrascoso, ha appena preso servizio nella Sezione di Polizia ferroviaria della Stazione Centrale. Insofferente a gerarchie e regolamenti e con un'innata propensione a ficcarsi nei guai, comincia a indagare su un caso che non sembra interessare a nessun altro: qualcuno sta disseminando in giro per la stazione dei cadaveri di animali orrendamente mutilati. Intuisce ben presto che c'è sotto più di quanto appaia, ma individuare il responsabile si rivela un'impresa tutt'altro che facile. Laura Cordero ha vent'anni, è bella e ricca, e nasconde un segreto. In lei c'è qualcosa che la rende diversa dagli altri. È abituata a chiamarlo “il dono” ma lo considera piuttosto una maledizione, e sa da sempre di non poterne parlare con anima viva. Ha iniziato da poco a fare volontariato in un centro di assistenza per gli emarginati che frequentano la Centrale, e anche lei è in cerca di qualcuno: due bambini che ha visto più volte aggirarsi nei dintorni la sera, soli e abbandonati. Nel corso delle rispettive ricerche le loro strade si incrociano. Non sanno ancora che i due misteri con cui sono alle prese confluiscono in un mistero più grande, né possono immaginare quanto sia oscuro e pericoloso. Su tutto domina la mole immensa della stazione, possente come una fortezza, solenne come un mausoleo, enigmatica come una piramide egizia. Quanti segreti aleggiano nei suoi sfarzosi saloni, nelle pieghe dolorose della sua Storia, ma soprattutto nei suoi labirintici sotterranei, in gran parte dismessi, dove nemmeno la polizia di norma osa avventurarsi? Per svelarli, Mezzanotte dovrà calarsi nelle viscere buie e maleodoranti della Centrale, mettendo a rischio tutto ciò che ha faticosamente conquistato. Al suo ritorno in superficie, non gli sarà più possibile guardare il mondo con gli stessi occhi e capirà che il peggio deve ancora venire. "La stazione" è, allo stesso tempo, thriller e romanzo d'avventura. Mescolando i generi più popolari, Jacopo De Michelis continuamente apre e chiude davanti agli occhi del suo lettore le porte di storie differenti eppure sempre collegate, e lo conduce in giro per sotterranei favolosi e inquietanti.


  • Editore ‏ : ‎ Giunti Editore (5 gennaio 2022)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 876 pagine

Cosa ne penso....

Leggere un romanzo ambientato nella stazione centrale di Milano mi incuriosiva, ero un po' titubante sulle quasi 900 pagine di mole, ma la trama mi ha convinta a iniziare.

Sono rimasta molto sbalordita dalla dinamicità del testo e dello stile narrativo che mi hanno permesso di divorare il libro in pochi giorni. 

E' un giallo? E' un thriller? E' un horror? Non lo so di preciso, ci sono tutti e tanti gli elementi per farne un genere a sè ma che regge bene.

Le descrizioni degli ambienti e soprattutto dei sotterranei sono abbastanza meticolose da permettere al lettore di viverli.
I protagonisti sono persone comuni, seppure una di essi ha un particolare dono, forse enfatizzato ma che rappresenta l'empatia che oggi è proprio poco praticata. L'altro, Mezzanotte, figlio di un ispettore di polizia purtroppo tragicamente scomparso, con il quale i rapporti erano piuttosto freddi, ha un lavoro da compiere. Ora è un poliziotto, la sua indole seppure scapestrata è di uomo dai forti valori e anche in questo caso c'è un messaggio diretto dell'autore, a mio giudizio, che riguarda la strada che ha deciso di percorrere il mondo dove bisogna insabbiare piuttosto che denunciare.
La contrapposizione tra la famiglia ricca di Laura e il di lei bisogno di essere qualcuno per ciò che può dare non solo per ciò che rappresenta il denaro, il potere, è significativa.

Ecco, io ritengo che all'interno di una bella storia, che una non è ma sono tante storie apparentemente slegate tra loro che poi si riuniscono in una Matrioska, ci siano celati ma abbastanza evidenti i messaggi di cui far tesoro. L'avidità, atavica compagna dell'uomo dalla notte dei tempi è regina indiscussa e si accompagna a sentimenti di dolore che sfociano in vendette trasversali. 

Cosa lega dunque l'apparizione soprannaturale di due piccoli destinati a salire su quel treno del terribile 21° binario, destinazione senza ritorno verso i campi di sterminio, e un tizio che tutti chiamano "fantasma" completamente preso e avvinto da riti misteriosi che uccide e mutila orrendamente animali da disseminare nella stazione? Ci sono gli "uomini in nero", chi sono e cosa vogliono? Scoprire che i nostri amici, quelli che crediamo forse i più intimi, siano proprio i nostri antagonisti... non è proprio salutare. Morti improvvise, celate da casualità che tale non è, spie inaspettate, occhi ovunque, striscianti ... e una guerra che rischia di esplodere come una bomba. 

Le leggende, che mi sono andata a recuperare, sulla nostra stazione sono tante e curiosissime, l'autore ha studiato parecchio e ha intercalato tanti aneddoti speziando il suo romanzo e dandogli un aroma inusuale, diverso da quelli a cui siamo abituati.

Io lo consiglio vivamente, mi ha avvinto e non vedevo l'ora la sera di tornare a casa e leggere cosa sarebbe accaduto, certo mi è rimasto il desiderio di farmi un giro nei sotterranei... Non è mancato un po' di sano romanticismo, non guasta mai, e l'eroismo, quello che ci fa ancora sognare. 

Non vi racconto molto perchè credo che le sorprese siano deliziose e giusto assaporarle.

"La società in cui viviamo è governata da un meccanismo perverso. Ci obbliga a girare sempre più veloce come i cavalli di una giostra, illudendoci che siamo diretti da qualche parte, pronta a stritiolare nei suoi ingranaggi chiunque non riesca a reggere il ritmo"

venerdì 4 febbraio 2022

La palude – Charlotte Link

 Trama


Ottobre 2017: in una spettrale brughiera nell’Inghilterra del Nord viene ritrovato il corpo di Saskia Morris, una quattordicenne scomparsa l’anno prima a Scarborough, nello Yorkshire. Contemporaneamente un’altra ragazza della stessa età, Amelie Goldsby, è strappata alla morte da uno sconosciuto, che in una notte di tempesta sente le sue urla strazianti provenire dal mare e riesce a trarla in salvo. Anche Amelie era sparita in circostanze misteriose, e ora, sotto shock, dice di essere stata rapita e tenuta segregata da un uomo, ma è incapace di ricordare il minimo dettaglio utile a mettere la polizia sulla pista giusta.
Le indagini si concentrano sulla sparizione nel 2013 a Scarborough di un’altra quattordicenne mai più ritrovata, Hannah Caswell. C’è un fil rouge che unisce tre coetanee così diverse tra loro per carattere ed estrazione sociale? Si fa sempre più strada l’idea di un omicida seriale: l’ispettore capo Caleb Hale è al centro di una gogna mediatica in cui ormai si fa riferimento al «killer della brughiera» il quale, indisturbato, sequestra ragazzine inermi.
La polizia sembra brancolare nel buio quando, suo malgrado, si trova implicata in quella spirale di violenza anche Kate Linville, sergente investigativo di Scotland Yard, che è a Scarborough per vendere la casa di famiglia e che per una strana combinazione fa conoscenza con i genitori di Amelie. Aiutata dal suo fiuto di poliziotta e di donna, sarà Kate a trovare il bandolo di una matassa dove, a intrecciarsi, sono segreti vergognosi e colpe inconfessabili che riemergono dopo tanti anni…


Copertina rigida: 490 pagine
Editore: Corbaccio (24 gennaio 2019)
Collana: Top Thriller

Cosa ne penso ...



Ti ritrovi seduta in un angolo, freddo e buio a vedere divenire i giorni notte solo attraverso un piccolo spiraglio di un’unica finestra… il solo rumore del mare.

Agghiacciante, sorprendente, stupefacente!

Pochi aggettivi per definire quello che è un thriller davvero impareggiabile. E’ il primo che leggo di questa autrice e mi sono detta:”Davvero hai aspettato tutto questo tempo prima di conoscerla?”

Mi sono sentita parecchio coinvolta, forse perché in qualche modo mi sono messa nei panni dei genitori a cui hanno rapito, le figlie, il loro bene più prezioso!

Una sparizione del 2013 a Scarborought a cui farà seguito, anni dopo, il ritrovamento del corpo di un’altra ragazza scomparsa. Un sadico killer seriale ferma le ragazzine sole per strada e le fa sparire agli occhi del mondo. Le uccide in maniera non plateale ma terribile, la Link rende tremendamente l’orrore che devono vedere, sentire e subire queste anime senza più lacrime e né speranza… di tornare a casa.

Fammi trovare una traccia, pensò, senza sapere bene a chi e dove rivolgesse questa supplica, una traccia che riporti indietro questa ragazza. Che restituisca ai genitori la loro figlia. Che metta fine all’incubo di questa famiglia! La camera rimase muta”

Ma perché le rapisce? La polizia brancola nel buio, insegue piste, a volte una perdita di tempo che non possono permettersi, è una corsa contro il tempo…

L’autrice ha la capacità di raccontare nell’ambito di un thriller adrenalinico, che non perde mai di intensità, i personaggi che vivono questa storia. Così noi entriamo a passo felpato nelle loro vite e scopriamo i loro punti deboli, il lato umano che vorrebbero nascondere, le paure inconfessabili. Ci porremo le loro stesse domande: dove sto andando? che ne sto facendo di questa vita? Sarà la svolta? Avrò diritto a poter essere felice? Ciò che ho davvero apprezzato è questo, il percorrere le vite dei singoli personaggi nel loro intimo, i timori per le scelte “sbagliate”, le scelte fatte per la famiglia per l’amore. La solitudine .. il combattere con i propri demoni interni. E poi… il mostro che è là fuori, un incredibile e travolgente, se non stravolgente finale!

L’ispettore capo Caleb Hale si trova, come si suol dire, tra l’incudine e il martello, deve trovare il bandolo della matassa prima che accada di nuovo e nel frattempo combattere contro un demone che lo divora internamente.

“La vita è fatta di coincidenze pazzesche, spaventose, incredibili”

Kate Linville, sergente investigativo di Scotland Yard, in vacanza a Scarborough, si trova suo malgrado implicata nell’oscura e intricata vicenda.

In questo viaggio dentro uno degli incubi peggiori, persi tra le pagine da non poterne uscire, vi troverete a vagare tra i pensieri folli dell’assassino. Nessuno è ciò che sembra, forse nemmeno le vittime ..






Pet Sematary – Stephen King

 Trama

“La morte è un mistero e la sepoltura è un segreto”. Il dottor Louis Creed ha appena accettato l’incarico di direttore sanitario dell’Università del Maine, e con un certo entusiasmo: posizione di prestigio, magnifica villa di campagna dove Eileen e Gage, i suoi bambini, possono crescere tranquilli, vicini gentili e generosi in una cittadina idilliaca lontana dal caos metropolitano. Persino Winston Churchill, detto Church, il loro pigro e inseparabile gattone, sembra subito godere dei vantaggi della nuova situazione. Ben presto, però, la serena esistenza dei Creed viene sconvolta da una serie di episodi inquietanti: piccoli incidenti inspiegabili che coinvolgono i bambini, pericolosi e giganteschi camion che sfrecciano sulla superstrada proprio sotto casa Creed, incontri diabolicamente sorprendenti e, soprattutto, sogni. Sogni oscuri e terribilmente realistici che perseguitano Louis da quando ha visitato il Pet Sematary, il cimitero dove i ragazzi di Ludlow seppelliscono da sempre i loro animali domestici. Ufficialmente. Perché oltre quella radura, nascosto tra gli alberi, c’è un altro terreno di sepoltura, ben più terrificante. Un luogo carico di presagi e di richiami, spaventosi quanto irresistibili, provenienti da un altro mondo. Un luogo dove al dottor Creed toccherà una scoperta raggelante: a volte è meglio essere morti… Pet Sematary, è un vero e proprio classico della letteratura horror, ispirato, parola di King, da un leggendario racconto popolare: “La zampa di scimmia.



Copertina rigida: 425 pagine
Editore: Sperling & Kupfer (16 aprile 2019)
Collana: Pandora




Cosa ne penso.....

Pet Sematary è l’unico libro di King, il re dell’horror, che io abbia letto. L’ho letto due volte, la prima poco dopo la sua uscita in Italia in una edizione del 1985. Allora ero proprio ragazzina e lo ricordavo nettamente, tanta è stata la paura che mi ha lasciato.

Ho pensato dunque di rileggerlo a distanza di più di vent’anni con un bagaglio psicologico ed emotivo certamente diverso. Non sono una vera e propria amante di questo genere letterario, ma durante l’anno sicuramente almeno un paio di romanzi horror vengono a far parte delle mie letture.

Una classica cittadina del Maine, un dottore e la sua famiglia che si trasferiscono, la paura della novità, la voglia di ricominciare una nuova vita, nuovi amici, nuove abitudini, una strada… troppo vicina.

Jud, il vicino al di là della strada, tra una chiacchiera e una birra, una Chesterfield fumata sulla veranda, racconta a Louis del cimitero degli animali. Purtroppo la strada molto trafficata miete molte vittime tra gli animali di compagnia dei bimbi della cittadina, appare quindi assai naturale, seppur inquietante, immaginare quei piccoli andare nel bosco, seguendo il sentiero, per curare le tombe dei loro piccoli amici.

Da quel momento per Louis inizierà un periodo di presenze inquietanti apparse all’improvviso nella sua stanza mentre il resto della famiglia dorme, sogni così vivi da sembrare reali… o forse lo sono sul serio.

Questo libro non è solo un horror, sarebbe assai riduttivo secondo il mio modesto parere. E’ anche un’analisi della paura della morte, cosa accade dopo? Dove andiamo? Perché si muore? La piccola Eileen, figlia di Rachel e Louis, se lo domanda spesso.

Veniamo quindi scaraventati anche noi nel nero pozzo dell’insicurezza, condotti per mano dinanzi alla paura di perdere i nostri cari, di vederli soffrire e desiderare infine che il nero manto della morte li sollevi dallo strazio.

Una storia legata ad antiche leggende, un terreno sconsacrato, presenze oscure e malvagie.

Non posso negare di aver visto il ghigno malvagio sul volto angelico, aver sentito l’odore di morte e putrefazione e sentito Church, il gatto dei Creed, strusciarsi sulle gambe. Come ho quasi sentito dei passi trascinarsi nel buio stanchi ma inesorabili.

E’ inquietante … turba le notti, ma per gli amanti del genere è imperdibile.

Per quanto riguarda la trasposizione cinematografica, l’ho vista molti anni addietro e la ricordo vagamente. So, per aver letto delle recensioni, che non è stato rispettato esattamente il romanzo. Naturalmente non è questa la sede per parlarne perché sarebbe uno spoiler per chi ancora si deve avvicinare a questa storia.

Sara Valentino


martedì 1 febbraio 2022

Oggi faccio azzurro Daria Bignardi

 «Mi chiamo Gabriele, come l'arcangelo» aveva detto, «ma qui in Germania è un nome da donna. Il tuo invece che razza di nome è?» Galla si chiama così in onore dell'imperatrice Galla Placidia: «Darmi quel nome è stato uno dei pochi gesti coraggiosi di mia madre». Da quando è stata lasciata dal marito, improvvisamente e senza spiegazioni, passa le giornate sul divano a fissare la magnolia grandiflora del cortile, fantasticando di buttarsi dal balcone per sfuggire a un dolore insopportabile di cui si attribuisce ogni colpa. Esce di casa solo per vedere la psicanalista Anna Del Fante o per andare in carcere. «Da quando Doug mi ha lasciata sto bene solo dentro. Canto con altre dieci volontarie in un coro di detenuti tossicodipendenti. Anche io devo disintossicarmi.» Durante il primo viaggio da sola, a Monaco di Baviera, entra per caso in un museo dove è allestita la mostra della pittrice tedesca Gabriele Münter. Galla, che da ragazza studiava arte, ricorda solo che la Münter era nel gruppo del Cavaliere Azzurro con Vasilij Kandinskij. Ma quel giorno le sue opere «così piene di colore e prive di gioia» la ipnotizzano. Da quel momento la voce di Gabriele entra nella vita di Galla: la tormenta, la prende in giro e intanto le racconta la sua lunga storia d'amore con Kandinskij, così simile a quella di Galla con Doug. Mentre il dialogo tra le due si fa sempre più animato, la strada di Galla incrocia quella di altri due pazienti di Anna Del Fante: Bianca, un'adolescente che non riesce più ad andare a scuola, e Nicola, seduttore compulsivo e vittima di attacchi di panico. Le imprevedibili conseguenze di questo incontro potrebbero cambiare le vite di tutti e tre. Una storia irresistibile – a tratti comica e a tratti struggente – che mescola leggerezza e profondità, grazia e tenerezza, esplorando il nostro rapporto con il dolore, che è poi il nostro rapporto con noi stessi.


  • Editore ‏ : ‎ Mondadori (10 novembre 2020)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina rigida ‏ : ‎ 168 pagine

Cosa ne penso....

Un libretto di poche pagine, una lettura leggera nonostante i temi importanti di cui parla e tratta. 
Credo che volutamente l'autrice abbia voluto alleggerire ma al contempo evidenziare una storia di amore finita male e come da ciascuna delle due parti è vissuta. 

Galla deve ricostruirsi da sè dopo vent'anni di matrimonio finito. Una prova importante per comprendere il suo valore reale che non dipende certo da una unione o meno. Decide di andare dallo psicologo, in questo caso una psicologa, e mentre le sedute si avvicendano incrocia le vite di altri due pazienti un giorno qualsiasi per un caso fortuito.
Mi piace pensare che gli incontri non sono mai casuali e dunque anche questi sono significativi per la sua salvezza. 

Galla non riesce a capire come dopo vent'anni in cui si è diviso tutto si possa rinunciare a invecchiare insieme. Si identifica nel ruolo della vittima perchè non ha avuto parte nella decisione.

"Solo il carnefice può liberarti, spiegarti il perchè del male che ti ha fatto"

Io non lo credo e grazie alla "Voce" che accompagnerà Galla per tutto il libro lo scoprirà anche lei stessa. Per poi scoprire qualcosa di sorprendente sulla Voce che ode. 

Mi viene da pensare a una questione karmica da superare perchè la protagonista si sente abbandonata da tutti e allora si spiega presto che c'è una lezione di vita da imparare. 

"Le cose succedono, e quando succedono si governano. La vita è come l'atelier di un pittore: ci sono tele appoggiate alla parete e altre sul cavalletto, in lavorazione. Ci sono i colori, le tavolozze, i modelli. E l'ispirazione che guida l'autore dentro l'avventura della sua opera"

In questa citazione c'è un po' tutto il messaggio essenziale del libro, inutile porsi troppe domande... bisogna vivere ciò che desideriamo vivere. Facciamo azzurro e respiriamo a pieni polmoni!


Sara Valentino

lunedì 31 gennaio 2022

Una trappola d'aria di Giuseppe Festa

 Isole Lofoten, Norvegia, 1995. Marcus Morgen ha una pistola in mano. È ora di farla finita. In fondo, che cosa gli è rimasto? Ha perso sua madre troppo presto. Ha perso l'amore della sua vita. Ha perso una gamba e nello stesso incidente ha perso anche il suo amato lavoro di ispettore della polizia criminale di Oslo. Lì, in quell'arcipelago remoto, tra montagne antiche e fiordi artici, Marcus non ha nessun obiettivo, nessuna piccola speranza che lo convinca a vivere un solo giorno in più. Sta per premere il grilletto quando Ailo, collega e amico, irrompe in casa sua: c'è stato un omicidio e le modalità con cui è stato commesso sono tanto inusuali quanto crudeli. La mente brillante di Marcus si rimette in moto. E presto l'intuito gli suggerisce che quella morte non è un caso isolato. Che quella è soltanto la prima vittima. Ma non appena la sua ipotesi trova conferma e nelle isole avvengono nuovi omicidi, comprende di dover dare la caccia non a un semplice assassino seriale, bensì a un autentico enigma vivente. Un latore di morte che sembra emanazione della natura selvaggia. E che giustizia chi la ferisce. Per identificare e fermare quelle mani assassine, Marcus ha bisogno di qualcuno che conosca l'arcipelago alla perfezione: Valentina Santi, ricercatrice italiana esperta di animali marini che si trova sulle Lofoten per studiare le balene. Tuttavia, per porre fine alla scia di sangue, non basta seguire degli indizi. Marcus e Valentina devono fare i conti con il proprio passato e soprattutto con quello di un assassino che è stato anche una vittima, un predestinato del male.

  • Editore ‏ : ‎ Longanesi (20 gennaio 2022)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina rigida ‏ : ‎ 320 pagine


Recensione di Sara Valentino

A volte la vita ti porta via tutto, anche la voglia di viverla questa vita e ti resta la possibilità di prendere la tua pistola d'ordinanza e farla finita... Marcus sta per farlo poi il suono del campanello e la visita dell'amico e collega Ailo lo riporta alla realtà. 

Un ritrovamento particolare, un arto inferiore umano sulla spiaggia è l'inizio di una intensa indagine che sarà da cardiopalma. 

L'assassino sembra uccidere le sue vittime in una sorta di legge del contrappasso: cacciatori, pescatori di balene, bracconieri vengono di volta in volta ritrovati orrendamente mutilati, spellati come conigli o schiacciati in una tagliola, arpionati come balene e la fantasia del killer è assai varia.

Marcus e Ailo incrociano nel corso delle indagini Valentina Santi e il suo bellissimo gatto Prisco, lei è una ricercatrice italiana che vive in Norvegia, sta mettendo a punto un apparecchio per ascoltare il canto delle balene. Il suo ruolo sarà decisivo parzialmente per le indagini ma decisamente a livello umano.

Adoro i romanzi e i libri in generale che non sono un solo genere, questo è un thriller ma è anche la diapositiva di come l'essere umano può affrontare le vicissitudini terribili, i dolori, le oppressioni della vita. Lo può fare in bene oppure in male, c'è libero arbitrio e sta a noi scegliere. Eppure ci sono dolori troppo difficili da sopportare e la lettura corre in parallelo tra le indagini in una corsa contro il tempo, un assassino pronto a tutto pur di raggiungere il suo obiettivo, e due bambini che non sapevano quanto potesse diventare terribile il loro destino. Un odio che ha radici profonde, una voce che rimbalza nel cervello... ancora e ancora... un senso di colpa che abbatte ogni resistenza.

Lo sfondo è una natura meravigliosa e incontaminata, le descrizioni di Giuseppe Festa le conosco da una precedente lettura a un suo altro lavoro, la ama e si vede. E l'aurora boreale? spettacolare!

"Un serpente luminoso dalle sfumature cangiante tagliava in due la volta celeste, riflettendosi nell'acqua appena increspata dal vento notturno..."

"Le betulle cominciavano ad accendersi di giallo e arancione, segno che l'autunno norvegese era alle porte"

La crescita dei personaggi è importante, il loro capacitarsi di quanto uscire dalla comfort zone possa sì far perdere le emozioni che già si conoscono ma rischia di farti vivere qualcosa di nuovo, vivere!

E' vero che ci si salva sempre da soli ma l'aiuto di qualcuno, una mano stesa verso di noi, una parola al momento giusto possono sicuramente essere decisivi. 

Tanta ansia e paura, tante belle emozioni e anche un pensiero a chi non c'è più che però resta sempre con noi e parla anche attraverso la voce dei vivi. 

sabato 29 gennaio 2022

Un amico nei guai per Jack Rubino di Andrea Raguzzino


Il primo romanzo dell'avvocato napoletano Andrea Raguzzino

è una detective story ambientata nella New York dei primi anni '80.

New York, Hell's Kitchen, primavera del 1982.

Jack Rubino ha finalmente avviato la sua agenzia di investigazioni private, ma le cose non sono facili come si aspettava, tra squallidi incarichi a caccia di mariti fedifraghi e sensi di colpa per come è finito il rapporto con il suo mentore Pietro Camaleone.

Ma quando proprio Pietro viene arrestato per l'omicidio del rampollo di una delle più importanti famiglie di Manhattan, un omicidio che ha effettivamente commesso, solo Jack potrà aiutarlo ad uscire dai guai.

Cominciano così due giorni di serrate indagini, in cui Jack, suo malgrado, si troverà incastrato in un gioco più grande di lui, tra gangster troppo potenti per essere incriminati, poliziotti corrotti, procuratori ambiziosi e avvocati senza scrupoli.

Per pagare un debito di riconoscenza che sente di non avere ed armato solo della sua strafottenza, Jack rischierà il collo per sfidare i potenti di New York; con dalla sua parte solo un gigante tanto buono quanto violento e una giovanissima avvocata, Rubino sarà costretto a lottare per la salvezza di un vecchio amico e per l'anima di una femme fatale in un mondo corrotto e pericoloso dove i buoni non vincono mai.”

La copertina del libro è opera di Francesco Cuturi, artista napoletano di nascita e Londinese di adozione.

L'autore. Andrea Raguzzino, avvocato, è nato nel 1975 a Napoli, dove lavora e vive con la moglie Arianna e due figlie.

Appassionato di letteratura di genere e fumetti, si diletta con la scrittura fin da quando ha impugnato la sua prima penna.

Autore di molti incompiuti, ha pubblicato il racconto “Buon Compleanno” sul numero 1 della rivista Strane Storie (anno 2000 edizioni Lo Stregatto Editore) e il racconto “La grande occasione di Jack Rubino” nell'ambito della raccolta La cattiva strada. Antologia di racconti noir (anno 2020 edizioni Filigrana).

Dal 1997, scrive e pubblica canzoni con i Liberi Su Cauzione.

Ha inventato il personaggio di Jack Rubino come omaggio ai grandi autori americani del genere noir classico, da Dashiell Hammet a Raymond Chandler, aspirando a fare tesoro della loro imprescindibile lezione miscelandola con un po' di sana ironia mediterranea.

Un amico nei guai per Jack Rubino” è il suo primo romanzo.






  • Editore ‏ : ‎ Independently published (30 novembre 2021)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 217 pagine

Il labirinto di Ottavio Nicastro

Parigi, uno spietato serial killer tiene in scacco la città. Uccide poveri innocenti e li trasforma in statue umane. La polizia brancola nel...